Ultimo aggiornamento: 20/06/2013
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cura della pelle

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Storia
Situate nelle Valli Giudicarie, nel Trentino sud-occidentale, alle spalle del lago di Garda, in una zona salubre dal clima di mezza montagna e dall’aria pura, le Terme di Comano, dalle acque bicarbonato-calcio-magnesiache, sono uniche in Europa per la cura della pelle. Di origini antichissime, erano già note ai Romani e conobbero un particolare splendore nel Medioevo, (quando sorse il primo stabilimento termale, con tanto di albergo) e nel Rinascimento. Sepolte poi nel 1400 da una frana, che la leggenda vuole sotterrasse anche la maga Sibilla, furono riscoperte solo nell’Ottocento.   E’ affascinante la storia, spesa tra documenti e racconti, di queste antichissime terme. Una storia che da sempre “le obbliga” a far bene, e anche a fare del bene. Benefiche per natura, le Terme di Comano omaggiano infatti il proprio passato con un costante impegno in beneficenza.   L’antica leggenda, ripresa dal poeta locale Giovanni Prati, vuole che la maga Sibilla si rifugiasse in una gola di Comano. Un giorno, il Conte di Castel Spine, passando per quei luoghi scacciò dei giovinastri che si beffavano della signora. Lei lo fece allora entrare nella caverna, e notate delle macchie biancastre e rosse sul viso del nobiluomo, lo invitò a bagnarsi nell’acqua della sorgente che sgorgava nella grotta. Tornato a castello, il conte si scoprì guarito. Molti anni dopo, ormai vecchio e nonno, il conte disperato per il nipotino colpito da una terribile malattia, tornò alla grotta della Sibilla. Non trovando la maga, l’uomo, la cercò ovunque e gridò a lungo, ma la Sibilla non c’era e anche la fonte miracolosa era scomparsa sotto una frana. Con la forza della disperazione, il conte si mise a scavare e scavare, fino a che un rivolo di acqua si fece strada nella terra. Vi immerse quindi il bambino, che subito, si ristabilì. Da quel giorno, le genti di valli vicine e lontane si recano tutte a bere e a bagnarsi alla fonte di Comano. Fin qui il racconto, poi subentra la storia. La fonte termale fu davvero sepolta nel 1400 e venne riscoperta soltanto alcuni secoli più tardi. Nell’Ottocento, alcuni contadini avevamo creato con l’acqua particolare, che da qualche tempo si era infiltrata nella terra, ed evaporava in inverno, alcune pozze per macerare la canapa. Uno dei contadini, immergendo le mani spesso nell’acqua, era guarito dalla scabbia. La notizia si sparse e i benefici dell’acqua trovarono sempre maggior riscontro. Lavori di scavo riportarono alla luce i resti di un bagno romano, e la grotta che custodiva la sorgente termale. Agli inizi del 1800, poi, il Comune di Lomaso, in gravi difficoltà economiche fu costretto a mettere all’asta i bagni. Ad acquistarli fu Gian Battista Mattei, che solo quattro anni più tardi, nel 1825, con un lungo testamento, li lasciò in eredità ai Poveri delle tre Pievi di Banale, Lomaso e Bleggio. Le moderne Terme di Comano, specializzate nella cura delle malattie della pelle, non dimenticano quella donazione e devolvono, ogni anno, parte dei loro introiti ad associazioni umanitarie e impegnate nel sociale.


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